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Fauna

I due SIC “Fiume Trigno” e “Gessi di Lentella” sono inseriti in un ambito a elevata naturalità particolarmente esteso. Ciò significa che la comunicazione ecologica tra i differenti serbatoi di biodiversità faunistica è continua e priva di significative barriere ecologiche: non si rintracciano aree di inurbazione estese che potrebbero costituire barriere locali.

In tale situazione di continuità ecologico-faunistica s’inserisce la locale popolazione di Lupo (Canis lupus), i cui esemplari si spostano senza barriere tra le diverse aree protette e Siti Comunitari, che fungono da “corridoi”. Il tal senso il Fiume Trigno costituisce, così come i Fiumi Treste e Sangro, una via preferenziale di spostamento nella direzione monte – valle.

Tra i mammiferi registrati nel SIC, oltre al lupo, vi sono evidenze della presenza di diverse specie di Chirotteri – pipistrelli, la Nottola (Nyctalus noctula) e il Vespertilio di Natterer (Myotis nattereri), gruppi legati ad ambienti forestali con alberi ricchi di cavità – e della Lontra (Lutra lutra) di cui sono stati trovati segni di presenza presso il ponte sul Trigno, presso l’uscita della SS 650 per Roccavivara, a circa 4 km a monte del confine Ovest del SIC. Questo comprensorio può vantare la presenza di specie ornitiche di elevato valore per la conservazione, che suggerisce l’opportunità di procedere alla trasformazione dei Siti di Interesse Comunitario in Zone a Protezione Speciale.

Nel Sito e nelle immediate adiacenze si stima, infatti, la presenza di 3/5 coppie di Nibbio Bruno (Milvus migrans) rilevate sia alla confluenza tra il Treste e il Trigno e sia a valle e a monte della confluenza. Sono 2/5 le coppie di Nibbio Reale (Milvus milvus) individuate in questo territorio, con aree nido interne o in prossimità dei confini del SIC, soprattutto a monte della confluenza con il fiume Treste. L’Occhione (Burhinus oedicnemus) è stato presente lungo l’asta fluviale del Trigno, ma con una consistenza scarsa e localizzata: la bassa frequenza di rilevamento di questa specie nella fascia del fiume è sintomo di una situazione di conservazione lontana da condizioni ottimali.

Lo stesso non si può dire per il Succiacapre (Caprimulgus europaeus), che invece è presente in 6/12 coppie ed è potenzialmente anche più numerosa in fase post riproduttiva per la sua concentrazione presso gli ambienti di greto. La Calandrella (Calandrella brachydactyla) viene rilevata in un range che va da un minimo di 10 a un massimo di 30 coppie. Della Nitticora (Nycticorax nycticorax) è stato accertato il passaggio in volo parallelo al fiume di 9 esemplari, ma nella zona di confluenza tra il Trigno e il Treste si trovano idonee condizioni di habitat riproduttivo di specie. Infine, in nidi a galleria scavati in cumuli di sabbia presenti in piazzali di aree di cava o di lavorazione delle terre, è segnalata la presenza del Topino (Riparia riparia). In particolare una colonia è stata rilevata presso un piazzale situato alla confluenza tra i fiumi Trigno e Treste.

Alla batracofauna (ovvero al gruppo degli anfibi) dell’area che corre lungo l’asta del fiume appartengono la Raganella (Hyla intermedia), la Rana (Pelophylax [Rana] bergeri/kl. hispanica) e il Rospo Comune (Bufo bufo).

Per quanto riguarda l’erpetofauna, cioè il gruppo dei rettili, le osservazioni hanno consentito il rilevamento della Biscia Tassellata (Natrix tessellata) e del Biacco (Hierophis viridiflavus). Più rara ma certamente presente è la specie Elaphe quatuorlineata, comunemente detto Cervone. L’Emys orbicularis, ovvero la Testuggine Palustre Europea, è rilevata sicuramente nel tratto terminale del fiume Treste, all’interno del SIC “Gessi di Lentella”, ma è possibile la sua presenza anche nel SIC “Fiume Trigno”. Preoccupa invece lo stato di conservazione della Testuggine Terrestre (Testudo hermanni): in Abruzzo e nello specifico nel comprensorio del SIC è in una fase di regressione molto grave.

Il territorio interessato dai Siti ha un andamento a fascia, che riguarda il lato in sinistra orografica del Fiume Trigno (la parte abruzzese, con esclusione della porzione di foce) e include il tratto terminale del Fiume Treste, che confluisce nel Trigno a valle di Lentella. Considerando quindi l’intero bacino fluviale, siamo di fronte ad ambienti che permettono la presenza di una ittiofauna – cioè l’insieme delle specie di pesci – piuttosto eterogenea. In quest’area si può confermare, infatti, la presenza del Cavedano (Squalius squalus), del Barbo Tiberino (Barbus tyberinus), che è la specie rilevata con maggiore frequenza nelle classi dimensionali inferiori e intermedie, e dell’Alborella Appenninica o Meridionale (Alburnus albidus), che qui si caratterizza per una popolazione tra quelle geneticamente più integre, anche se ibridata con l’Alborella (Alburnus arborella) secondo l’IUCN Comitato Italiano, e con una discreta abbondanza. Lo stesso si può dire della Rovella (Rutilus rubilio): il suo campionamento lungo l’asta del Trigno è stato abbastanza discontinuo ma questa specie è certamente presente, pur risentendo delle fasi di riduzione della portata del fiume.

Averla piccola

Barbo italico

Caprimulgo europeo

Cervone

Cornetta

Falco Pellegrino

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