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Lentella

Il toponimo sembra avere riferimenti fonetici a Entella, dal personale latino “Entellus”. Come gli altri nuclei storici della Valle del Treste, anche Lentella si strutturò a borgo fortificato, con l’incastellamento dell’XI e XII secolo. Il confine tra la Contea di Chieti franco-longobarda con il Molise, e la successiva minaccia d’invasione dei Normanni pugliesi, si attestò sul fiume Trigno, spingendo la popolazione rurale sparsa a radunarsi in luoghi fortificati e maggiormente protetti. Le vicende di Lentella si legano inevitabilmente a quelle del monastero di S. Angelo in Cornacchiano: la chiesa di S. Maria Assunta, sita nella parte più alta del borgo storico con la sua torre campanaria in pietra, risulta inclusa tra le 24 chiese soggette al suddetto monastero nel 1324. L’influenza cistercense sulla pastorizia transumante, attuata nel Tratturo Centurelle Montesecco e nella riorganizzazione dell’agricoltura, porto benefici alla popolazione rurale. Già appartenente alla Contea di Monteodorisio, nel secoli successivi passò nelle mani dei Grandinati, signori di Fresagrandinaria e quindi, dopo la loro estinzione, ai Di Sangro. Dopo un periodo di decadenza, attestato dallo stato rovinoso nel quale si trovava la chiesa di S. Maria Assunta ai primi del Cinquecento, alla fine del secolo il borgo era ricostruito; a raccontarlo è il predicatore senese p. Serafino Razzi, egli scriveva: Alli 25 d’agosto 1576, in sabbato, do vespro partendo da Vasto a cavallo, con un compagno frate e con garzone, andare mo a una terra lontana circa 7 miglia, detta Lentella, per metterci e fondarci la compagnia del Santo Rosario. È questa terretta edificata sopra di un alto sasso, il quale da tre bande apparisce inaccessibile. Il sito è vago, l’aera è ottimo e la veduta è gioconda. Dalla parte settendrionale e verso l’Adriatico le corre un fiumicello, chiamato Treste il quale due miglia lontano da lei se n’entra nel fiume del Trigno. Ella fa circa 200 fuochi et è soggetta alla contea di Monteodorici. Chiamasi Lentella, quasi ‘lindella’ con vocabolo spagnolo, ‘lindo’, che bello vuoi dire, e pulito. Ovvero detta è Lentella, quasi lino tien’ella, havendone abbondanza e maturandone assai nel suggetto fiume Tresta”.

Protettori del paese sono i Santi medici Cosma e Damiano, ai quali è dedicata la chiesa costruita nella piazza principale del paese alla fine del 1700.

L'Associazione, con ente capofila il Comune di San Salvo, annovera 54 Comuni compresi nelle province di Chieti, Isernia e Campobasso, per una popolazione complessiva di 137.000 abitanti e una estensione complessiva di 1680 Kmq
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